Cyber warfare: le insidie della Rete

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gioiaoggi

Capita sempre più spesso di sentire parlare, anche in TV, di attacchi hacker distruttivi, colossali furti di dati, guerra cibernetica, spionaggio e terrorismo informatico. Tutti eventi di cui normal-
mente non ne riconosciamo gli effetti diretti, poiché si tratta di azioni che avvengono perlopiù silenziosamente e su canali a noi “invisibili”. Stiamo parlando di una nuova forma di criminalità, in forte espansione nell’ultimo decennio e in continua crescita, che ha come habitat l’immensa rete Internet. L’incredibile proliferazione delle tecnologie (siamo ormai circondati da PC, smartphone, tablet, ma anche automobili intelligenti ed elettrodomestici connessi in Rete) ha permesso l’evoluzione delle modalità con cui i criminali possono attaccare, offrendo molteplici nuovi strumenti per entrare illecitamente in possesso di dati personali e denaro. Oltre ai cittadini, chi corre i rischi maggiori sono le aziende (piccole, grandi e medie imprese), che devono tutelarsi per proteggere le proprietà intellettuali dalle nuove e più com- plesse forme di spionaggio informatico industriale. Solo nel 2013, gli attacchi rivolti alle imprese italiane sono cresciuti del 57%, con tendenza in aumento.
Non sono esenti da questa “guerra” i governi nazionali, che stanno riorganizzando le proprie strutture di attacco e difesa per proteggere le infrastrutture critiche (reti elettriche, ferro- vie, aeroporti, ecc.) ed essere in grado di affrontare battaglie “silenziose” che si combattono su autostrade in rame e fibra ottica. Per rendere l’idea della vastità e pericolosità del fe- nomeno, è cronaca di questi giorni la notizia dell’imponente attacco informatico perpetrato ai danni della casa di produ- zione Sony Pictures, attribuito dall’FBI americana al governo della Corea del Nord. L’obiettivo dell’attacco era mirato a osteggiare l’uscita del film “The Interview”, una commedia in cui la CIA chiede a due giornalisti di assassinare Kim Jong-un, l’attuale controverso leader coreano. Il governo americano non è rimasto a guardare e, come in una guerra “vecchio stile” con missili e cacciabombardieri, con la voce del presidente Obama in persona, ha annunciato ripercussioni.

Nei prossimi numeri approfondiremo gli aspetti delle minac- ce che ci coinvolgono più da vicino, in modo da riconoscerne le insidie ed essere in grado di difenderci.

Domenico Tria – Web developer  per The Box Company

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